• Maria Francesca Carnovale

LA DIETA MEDITERRANEA

Fu Ancel Keys, biologo e fisiologo americano, a scoprire la Dieta Mediterranea e a introdurre per la prima volta l’alimentazione come fattore chiave nella prevenzione delle malattie. Nei primi anni del ‘900 venne trasferito in Italia, in una frazione di Pollica, e Keys rimase affascinato dalla bellezza del nostro Paese e dallo stile di vita completamente diverso da quello americano.


Girando i vari Ospedali notò la bassissima prevalenza di eventi cardiovascolari. Incuriosito da questo, mise in piedi lo ‘Studio delle Sette Nazioni’, insieme ai suoi collaboratori. Venne fuori che il tasso di mortalità per eventi cardiovascolari era inferiore del 50% in Paesi come Italia e Grecia. Quindi i Paesi del bacino del Mediterraneo avevano una prevalenza di malattie cardiovascolari molto più bassa rispetto agli altri Stati. Tutto era da ricollegare alla nostra Dieta, la Dieta Mediterranea.


Da lì Ancel Keys scrisse due libri in cui parlava dei Paesi del sud Italia negli anni '60, con un profilo alimentare caratterizzato da cereali, tanto pane, frutta e verdura fresca in grandi quantità, pesce, vino rosso ed olio di oliva. Carne massimo 2 volte a settimana.


Da una recente meta-analisi (2008) è venuto fuori come l’aderenza alla Dieta Mediterranea determina una riduzione del 9% della mortalità globale e di malattie cardiovascolari, del 6% sull’incidenza di cancro e del 13% di Alzheimer e Parkinson.


Nel 2010, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO ‘Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità’. "La dieta mediterranea costituisce una serie di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio al tavolo, comprese le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, l'elaborazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo".



I principi della Dieta Mediterranea sono schematizzati nella piramide alimentare, nella quale sono indicate le frequenze d’assunzione degli alimenti per una sana e corretta alimentazione.

La piramide alimentare è un grafico indicante nella parte bassa gli alimenti che andrebbero consumati con più frequenza e via via, salendo verso il vertice, gli alimenti che si dovrebbero consumare sporadicamente.

Ovviamente alla base di ogni alimentazione non può mancare un’attività fisica regolare, indispensabile per mantenere un ottimale stato di salute.


Inoltre, normalmente i pasti giornalieri si articolano in 3 pasti principali (prima colazione, pranzo e cena) e in due spuntini tra metà mattina e metà pomeriggio.


I macronutrienti nella Dieta Mediterranea sono così rappresentati:

- Il 50/60% delle kcal totali giornaliere deriva da carboidrati, dei quali l’80% da carboidrati complessi e il 20% da zuccheri semplici;

- Circa il 15% da proteine, delle quali il 60% di origine animale (carni, soprattutto bianche, pesce azzurro, etc) e il 40% di origine vegetale (legumi in particolare);

- Il 25/30% da grassi (in primis olio extravergine d’oliva), dei quali il 7-10% da grassi saturi, il 12-15% da grassi monoinsaturi e il 6-7% da grassi polinsaturi.

La frutta e la verdura di stagione occupano un posto di primo piano per il loro contenuto in vitamine, Sali minerali, antiossidanti e fibre.

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