• Maria Francesca Carnovale

MENOPAUSA

Aggiornato il: 13 dic 2018

MENOPAUSA

La menopausa non è una malattia, ma un evento fisiologico della vita di ogni donna. Quando entrano in questa fase molte donne sentono la paura di aumentare di peso: in effetti, l’obesità e la sindrome metabolica durante la menopausa aumentano la loro incidenza di circa tre volte rispetto alla fase precedente.

La menopausa deve essere considerata come una tappa della vita della donna che merita sicuramente molta attenzione: per questo è fondamentale, nell'approccio a questa fase della vita, la prevenzione.


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per menopausa (spontanea) si intende “la definitiva cessazione dei cicli mestruali derivante dalla perdita della funzione follicolare ovarica, ed è diagnosticata retrospettivamente dopo 12 mesi consecutivi di amenorrea (per la quale non sia stata evidenziata un’altra causa fisiologica o patologica)”.


Nel periodo fertile della donna, le ovaie provvedono alla sintesi degli ormoni sessuali femminili, quali estrogeni e progesterone, e di una piccola quota di androgeni. Con l’arrivo della menopausa le ovaie diventano atrofiche, e cala la sintesi di estrogeni e progesterone.

In realtà, in questa fase, il quadro clinico ed ormonale della donna risulta caratterizzato da una serie di progressive modificazioni che iniziano negli ultimi anni del periodo riproduttivo.

Tutte queste modificazioni, che precedono la menopausa, avvengono nel periodo chiamato ‘climaterio’, una fase di transizione nella quale la capacità produttiva diminuisce progressivamente fino a scomparire. La menopausa infatti non insorge bruscamente ma gradualmente.

In Italia l’età media alla menopausa naturale risulta di 50.8 anni.


Il profondo cambiamento ormonale che si verifica in menopausa non rappresenta l’inizio o l’origine di una patologia, ma può condizionare una serie di manifestazioni fisiche e psichiche che fanno parte di un percorso fisiologico, il quale segnala l’inizio di una nuova fase della vita della donna.


In genere la menopausa è accompagnata da diversi sintomi come vampate di calore, disturbi dell’umore e del sonno, depressione, eccessiva sudorazione e infezioni ricorrenti del tratto urogenitale.


La drastica riduzione dei livelli estrogenici in menopausa si ripercuote su vari livelli:

- Osteoporosi: L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una ridotta massa ossea e da alterazioni qualitative con conseguente aumento del rischio di frattura.

Per raggiungere un adeguato picco di massa ossea, e prevenire/ritardare la comparsa di osteoporosi, è necessario favorire un adeguato introito alimentare di calcio e di vitamina D (con dieta equilibrata contenente latte e derivati). Se l’apporto di calcio è insufficiente con la dieta, sono consigliabili supplementi con sali di calcio. La dose giornaliera raccomandata varia a seconda dell’età, ma è generalmente compresa tra 1000-1500 mg. Per la vitamina D è sufficiente esporsi al sole per 15 minuti 2-3 volte alla settimana, altrimenti, si possono assumere 200-400 UI di vitamina D.

- Sistema nervoso centrale: L’ipoestrogenismo determina alterazioni della memoria e della capacità di comprensione. Gli estrogeni infatti migliorano il circolo cerebrale, il metabolismo cerebrale (utilizzazione del glucosio) e la funzione olfattiva, modulano vari neurotrasmettitori (serotonina, noradrenalina) e la risposta allo stress, e possiedono un’attività antiossidante.

Infatti in questa fase si possono presentare: modificazioni di libido, depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi cognitivi (dimenticare i nomi) e diminuzione della concentrazione.

Per funzionare, le cellule nervose devono essere nutrite ricevendo aminoacidi, acidi grassi essenziali, oligoelementi, ossigeno, ed eliminare i prodotti tossici.

In questo caso è bene evitare il fumo, bere alcolici con molta moderazione (massimo due bicchieri di vino al giorno per gli uomini, uno per le donne; meglio se rosso, per il resveratrolo) e dormire almeno 7 ore per notte, meglio 8.

- Malattie cardiovascolari: La menopausa, unitamente al processo di invecchiamento, può favorire o accelerare quadri clinici spesso invalidanti come le malattie cardiovascolari.

La mancata produzione di ormoni sessuali dovuti alla menopausa fa sì che la donna abbia le stesse probabilità di manifestazioni cardiopatiche dell’uomo. Infatti, nella donna, la presenza degli ormoni sessuali durante l’età fertile svolge un’azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari. Dopo il climaterio si riscontra un’incidenza di malattie cardiovascolari simile a quella degli uomini, e pari a quattro volte quella delle donne ancora in età fertile.

Il rischio cardiovascolare in menopausa aumenta per via dell’aumento del peso corporeo, delle alterazioni dei lipidi e del metabolismo glucidico.


Gli ormoni sessuali influenzano fortemente la distribuzione corporea del grasso nelle donne e negli uomini. Mentre in età fertile (con la presenza di estrogeni) la donna tende ad accumulare grasso su fianchi e cosce (grasso sottocutaneo), con la menopausa (e quindi in carenza di estrogeni) il grasso si accumula a livello addominale (grasso viscerale) con una distribuzione molto simile a quella tipica dell’uomo.

Nella donna, in generale, una circonferenza vita inferiore a 80 cm corrisponde ad un basso rischio di malattie cardiovascolari, tra 80 e 88 cm ad un rischio moderato, superiore a 88 cm ad un rischio elevato. Nell’uomo, invece, una circonferenza vita inferiore a 94 cm corrisponde ad un rischio basso, tra 94 e 102 cm ad un rischio moderato, superiore a 102 cm ad un rischio elevato.

La nuova distribuzione corporea è più pericolosa e insidiosa per le donne in postmenopausa, in quanto correlata a un maggior rischio di complicanze metaboliche (diabete tipo 2, alterazioni dei livelli di lipidi e colesterolo nel sangue, sindrome metabolica) e cardiovascolari (infarto, ipertensione arteriosa ecc) da cui le donne sono relativamente protette in età fertile, grazie agli ormoni estrogeni.


La paura di ingrassare è una preoccupazione molto frequente tra le donne che si avvicinano alla menopausa. In questa delicata fase della vita di una donna, bisognerebbe adottare un reale cambiamento dello stile di vita: un’alimentazione ipocalorica ed equilibrata (considerando che dopo la menopausa la massa magra cala e con essa il dispendio energetico) associata a uno stile di vita più attivo.

È consigliato aumentare il quantitativo di fibre e micronutrienti da frutta, verdura e cereali integrali, e al contempo ridurre al minimo l’assunzione di grassi e cereali raffinati.

Assumere 3-4 volte la settimana i legumi in quanto contengono fitoestrogeni (gruppo di sostanze di origine vegetale simile agli estrogeni), utili sia nel competere con il colesterolo sull'assorbimento intestinale riducendo così le dislipidemie, e sia perché si legano ai recettori degli estrogeni e quindi simulano l'azione degli estrogeni a livello sistemico, prevenendone così i disturbi carenziali.

I fitoestrogeni si trovano soprattutto nella soia e negli altri legumi, e, anche se in quantità minore, in molti tipi di frutta, verdure e cereali integrali. E infine, assumere pesce azzurro come sgombro o aringa, acciuga, sardina, almeno 2-3 volte alla settimana, sia per il loro contenuto di omega-3 utili per il cuore, ma anche per calcio e soprattutto vitamina D, necessari per il metabolismo osseo.


Un esercizio fisico regolare (30 minuti al giorno) è il miglior modo per raggiungere il controllo del peso a lungo termine. Questo, inoltre, può prevenire gli eventi cardiovascolari.

Un esercizio fisico unito ad un’adeguata alimentazione porta ad una maggior perdita di peso, soprattutto massa grassa, mentre la massa magra viene mantenuta e quella ossea addirittura aumentata.

Oltre a ridurre l’incidenza di obesità, l’esercizio fisico riduce anche la possibilità di cancro, demenza e declino cognitivo, sbalzi d’umore e d’ansia, osteoporosi, osteopenia e rischio fratture.


Poiché la mancanza di estrogeni è di importanza cruciale per lo sviluppo dell'obesità, si può ritenere che compensare la carenza di questi ormoni, sotto forma di terapia sostitutiva, potrebbe aiutare a prevenire un aumento nel peso corporeo e a normalizzare i disturbi metabolici. Infatti, ci sono molte prove che indicano che la terapia ormonale sostitutiva riduce l'obesità, diminuisce la massa grassa addominale (ridistribuisce il grasso corporeo), abbassa i livelli di glucosio e insulina a digiuno, migliora il profilo lipidico del sangue e, di conseguenza, riduce il rischio cardiovascolare. Il trattamento deve essere iniziato durante la perimenopausa o nei primi anni dopo la menopausa. Se avviato più tardi potrebbe persino essere controproducente e dannoso.


FONTI:

Obesity in menopause – our negligence or an unfortunate inevitability? Kozakowski J, Gietka-Czernel M, Leszczynska D, Majos A.


Menopause and exercise. Grindler NM, Santono NF.

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